Crociera Isole quarnerine

CON IL SALTO DEL QUARNARO CI LASCIAMO ALLE SPALLE L’ISTRIA LUSSUREGGIANTE E ANDIAMO AD IMMERGERCI NELLA BELLEZZA INCONTAMINATA DELLE ISOLE QUARNERINE.
CHERSO e LUSSINO, A SCENDERE VERSO SELVE, PREMUDA E CENTO NUOVE ROTTE NELL’ARCIPELAGO.


Itinerario consigliato ma soggetto a modifiche in base alle condizioni meteo.
Crociera Alta Dalmazia
Sabato

– I° giorno: Marina Veruda (Pola in Croazia).
Ci imbarchiamo a Veruda da uno dei Marina disponibili nel tardo pomeriggio. Decideremo poi se dormire al Marina o andare a passare la notte nella tranquillissima baia “Val Cagoia” li vicino, dove si dorme all’ancora “a rodolo” (girando con le correnti intorno all’ancora) oppure portando le cime di poppa a terra.
Domenica

– II° giorno: Unie – Lussino – Ilovik, San Piero ai Nembi.
Al mattino dopo colazione ci mettiamo in viaggio. Oggi, primo giorno, potrebbe anche essere la tappa più impegnativa della vostra vacanza. Dobbiamo attraversare il Golfo del Quarnaro, un mare profondo, lasciandoci alle spalle l’Istria e la terraferma per iniziare a scendere lungo le bellissime isole dell’arcipelago Dalmato. La prima che incontreremo sarà Unije, isola che conta solamente 85 abitanti, tutti per altro concentrati nell’unico centro abitato dove durante l’estate vengono ospitati circa 350 turisti. Per come me la raffiguro, Unije assomiglia ad uno scorcio dell’Irlanda con i prati al vento che scendono fino al mare, uno scenario assolutamente inconsueto in Dalmazia. Molti sentieri l’attraversano, anche un piccolo aeroporto in terra battuta. Una bella passeggiata talvolta ci sta, prima di riprendere la nostra navigazione direzione Lussino. All’arrivo daremo l’ancora nella baia degli Inglesi o in Artatore davanti alla casa del grande Ammiraglio Straulino, Olimpionico di Vela ma soprattutto grande marinaio. Su vostra richiesta potremmo cercare ormeggio nel Marina e passare la notte a terra nella cittadina di Lussinpiccolo.
Lunedì

– III° giorno: San Piero ai Nembi – Ulbo Olib – Selve Silba.
Lasciamo Lussino per scendere a Sud passando nel canale tra San Piero ai Nembi e Ilovik. Un tuffo tra le Orijule segmenterà la giornata, l’acqua cristallina quasi trasparente porta la mente alle Piccole Antille nei Caraibi. Riprendiamo la navigazione verso Selve dove arriveremo nel pomeriggio. Selve è un’isola dove non ci sono auto, la vita scorre tranquilla pur con tante attività, tutti si spostano a piedi ed i genitori godono di questo paradiso incontaminato dai pericoli del traffico. L’isola è a forma di un “otto” con il paese al centro nel punto di contatto dei due cerchi. Ha due porti, quello nuovo e quello vecchio e noi utilizzeremo quello vecchio, se il tempo ce lo permetterà. Di fronte a noi l’isola di Ulbo, porticciolo discreto ed isola austera.
Serata sicuramente a terra, cenetta garantita a prezzo modico tra ristorantini e pizzerie.
Martedì

– IV° giorno: Selve/Silba – Zapuntel – relitto della nave affondata – Isto/Ist.
Dopo colazione si riparte, il bello di viaggiare in barca è proprio questo, cambia il giorno, cambia il panorama. Puntiamo su Isto passando per il canale di Zapuntel. Se non abbiamo fatto tardi potremmo allungarci sino ad un relitto di una nave affondata per la gioia degli amanti dello snorkeling poi risaliamo a Isto sperando di aver fortuna e trovare ancora una boa libera. Isto è anch’esso un paesino con le sue tipicità,si affaccia a sud su questa grande baia dove le barche si dondolano nel mare, a nord, lungo una bella passeggiata pianeggiante, arriviamo ad un fiordo dove è stato costruito lo scalo del traghetto. Ogni anno cresce il numero delle villette, ma per il momento sono rispettate ancora proporzioni tra case e natura. Per i più scalpitanti c’è un sentiero che si inerpica ad una chiesetta da cui si domina l’isola, il mare di levante e ponente, un panorama raro. Ristorantini ve ne sono diversi, da quello della Mary che passa l’inverno a Montecarlo e l’estate a Isto, a Feral il cui cuoco cerca i dondoli (tartufi di mare) personalmente al mattino nella spiaggia sabbiosa antistante. Anche la cena in barca non è da scartare con il vantaggio di avere tutte le proprie comodità alla portata.
Mercoledì

– V° giorno: Isto/Ist – Isola Lunga/Dugi Otok – Sakarun – Baia Pantera.
Abbiamo oltrepassato la metà della settimana, ci affacciamo al classico dilemma: andiamo ad esplorare ancora qualcosa per poi risalire a tappe serrate o iniziamo una risalita lenta con qualche sosta in più e qualche bel tuffo? Questa decisione in primis è demandata al tempo, previsioni e intensità del vento. Ovviamente anche la nostra propensione avrà il suo peso. Quindi, tempo permettendo, rotta su Sakarun splendida baia sul lato esterno dell’Isola Lunga, e così una giornata dedicata alla spiaggia, al relax, un buon pranzetto ed una cena al lume di candela.
Giovedì

– VI° giorno: Baia Pantera – Skarda – Premuda – Sansego.
Inizia la lunga risalita al Nord, sulla nostra rotta Skarda, Premuda, ed infine Sansego. Ci fermeremo dove ci porta il vento, più a nord possibile, e se il vento ed il tempo ce lo consentiranno anche ad Unije lato orientale.
Venerdì – VII° giorno: Sansego – Veruda.
Sveglia mattutina, salpiamo per il grande salto, il Golfo del Quarnaro, che però abbiamo già fatto e non ci spaventa più! Talvolta le condizioni potrebbero essere anche impegnative, Bora forte e cielo coperto si fondono in quella che i marinai chiamano “Bora Scura”. Il vento aumenta d’intensità nel passaggio tra la rocciosa e scoscesa Costiera Liburnica dell’Istria e l’altrettanto alta costa dell’ isola di Cherso; pianificare correttamente la vacanza significa saper valutare le condizioni che affronteremo. Raggiunta nuovamente l’ Istria, oltrepassato il Quarnaro, dovremo solo pensare dove andare a passare la notte. Val Cagoia oppure al Marina, entrambe una certezza.


Sabato – E’ finita la vacanza.
La settimana vola via velocemente, più è stata bella e più rapidamente è volata. Lo è però anche nel caso di qualche giorno di condizioni avverse. I giorni grigi di maltempo impressionano maggiormente la nostra memoria e non li dimenticheremo mai più. Le borse dovrebbero essere pronte, ci salutiamo e forse ci reincontreremo ancora, il mare, le barche, le storie che vi si raccontano, godono tutte di una sorta di intrecci che alla fine portano a ritrovarsi ancora.